immondizia come tema della comunicazione

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Da tempo l’immondizia è un tema della comunicazione. E le immagini relative a rifiuti più o meno smaltiti, più o meno inquinanti, fanno parte del’immaginario mediale. E non solo all’interno dei programmi giornalistici, ma in più ambiti, che vanno dall’intrattenimento all’arte…

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L’immondizia è entrata a far parte della semantica della società (grazie a Fabio per le sue riflessioni e per aver postato sul suo blog l’ultima foto qui pubblicata). E la semantica, come ribadisco spesso, esprime in qualche modo un sintomo di ciò che è rilevante o ciò che proprio non va.
Sintomo, nel senso marxiano del termine (che è la stessa accezione utilizzata successivamente dalla teoria psicoanalitica di Jacques Lacan). Il sintomo sarebbe quella struttura che rende visibile la verità che domina la storia.

E da qui, la doppia valenza della semantica: si parla tanto di ciò che si vuole rendere funzionale allo sviluppo sociale, come si parla tanto di ciò che – potenzialmente – potrebbe costituire un problema, come nel tentativo di normalizzare ciò ha, in se’, un potere sovversivo.
E in questo senso l’immondizia che ci sovrasta, pur essendo una tragica realtà, ha in se’ un forte potere sovversivo, perché è proprio qui a ricordarci l’esistenza di ciò che la società ha sempre voluto occultare. È qui a ricordarci che il nostro sviluppo si fonda sull’esclusione di corpi e di realtà scomode (i rifiuti e le loro consgeuenze). Corpi e rifiuti che ritornano, come a dirci che il nostro modello di sviluppo non regge più.

Non so a che cosa porterà tutto questo, forse a niente. (Proprio ora sto ascoltando, su AnnoZero, Pierferdinando Casini che auspica il ritorno del nucleare in Italia, e Carlo Rubbia che gli ricorda che esiste un serio problema di smalitimento di scorie tossiche).
Per rispondere a Laura, non so se cambierà la struttura della nostra società o se, ancora una volta, saremo noi, con i nostri corpi, a fare le spese di tutto ciò, anche attraverso nuove forme di occultamento, almeno mentale, del rifiuto.

Certo, mi vien da dire che se l’immondizia è tema della comunicazione, una sorta di normalizzazione è già iniziata…

4 Risposte to “immondizia come tema della comunicazione”


  1. 1 sensingplace febbraio 15, 2008 alle 9:34 am

    Più che una normalizazione direi che se il tema dell’immondizia è tema della comunicazione è l’evidenza del contrario: l’immondizia ha ora un ruolo preciso (non solo fisico) sul territorio. Il problema è chi si fa carico di interpretarne i contenuti. La comunicazione non è mai innocente. E’ sempre complice di qualcosa.

  2. 2 giulia febbraio 15, 2008 alle 10:45 am

    ok. diciamo normalizzazione intesa come sorta di naturalizzazione dell’immondizia, come un elemento destinato a diventare pressoché familiare, quindi, se non accettato, in qualche modo messo in conto nelle nostre vite.

    D’altra parte, per spostare il tono del dibattito sul faceto (che poi è anche drammatico): avete visto l’inno di Berlusconi, “Menomale che Silvio c’è”? Si trova su YouTube (non lo linko per non fare troppa pubblicità). Direi che più immondizia di quella… Stiamo proprio affogando nel rusco, in tutti i sensi, e la cosa più grave è che siamo praticamente abituati a questa nostra relativamente nuova condizione 😦

  3. 3 valentina febbraio 16, 2008 alle 8:02 PM

    la visibilità dei nostri scarti è un’ottima metafora della società in cui viviamo. La differenza rispetto al passato (una delle differenze) è forse proprio l’impossibilità di chiudere altrove il costo, lo scarto, i rifiuti della costruzione dell’ordine, apparente. Trovo molta similitudine fra la vicenda della spazzatura, ma anche della sua copertura mediale, della sua visibilità e quindi della sua presenza nelle nostre agende e nel nostro immaginario, e il discorso che fa Bauman in “vite di scarto” (autore che non adoro generalmente)
    bellissimo post il tuo, che fa molto riflettere.

  4. 4 giulia febbraio 23, 2008 alle 5:48 PM

    @ valentina: intanto grazie.
    per quanto riguarda Bauman, credo anch’io che la riflessione sulle vite di scarto sia una delle più interessanti, soprattutto nei termini del paradigma inclusione/esclusione.

    A conferma del fatto che l’immondizia, nel bene e nel male, è un tema sensibile (un tema della comunicazione), oggi alias de il manifesto è dedicato all’Arte del bidone: il trash e l’immondizia nell’arte.
    per un sito sulla letteratura del rifiuto, divenuto particolarmente popolare dopo l’ultimo romanzo di Wu Ming: http://www.edizioniambiente.it/eda/catalogo/libri/155/


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