Archivio per la categoria 'web 2.0'

toc toc

il mare e la luna

Mi affaccio da turista al mio blog!
E mi sembra ormai doveroso pormi una semplice domanda: bloggo o non bloggo?
Rileggo vecchi post e riaffiorano alla mia memoria vaghi ricordi di pensieri, riflessioni, sensazioni, esperienze…

Che farò di tutto questo materiale?
Continuerò ad alimentarlo?
Considerando gli ultimi mesi… beh, la vedo dura ;-)
E allora, lascerò tutto ciò in preda alla rete e disponibile alla rilettura? O spazzerò via i miei pensieri con un click?
Eppure mi dispiace abbandonare… proprio ora che i blog stanno passando di moda…

Ci penserò… fra qualche mese la risposta ;-)

“noi siamo gli errori che permettono la vostra intelligenza”

…lo diceva Claudio Misculin, Accademia della follia di Trieste…

Un tema scottante, quello della follia. Un tema da tempo presente nella semantica della società (e questo segnale non è di certo privo di significato).
Altrettanto caldo è il tema dell’arte irregolare, dell’arte dei malati mentali (per dirla senza giri di parole).

Se ne parlerà questa sera (17,30) al Mambo, nell’ambito del Festival della psicologia di Bologna.
Fra i presenti, molti militano da tempo nell’ambito del disagio, della follia e dell’arte. Alcuni hanno partecipato al movimento dell’anti-psichiatria che, grazie a Franco Basaglia e ad altri psichiatri, psicologi, operatori pronti a fare della loro professione un progetto di vita, ha caratterizzato un’importante stagione della politica italiana e ha cercato di migliorare la condizione di tante persone.

Ecco l’evento:
Le arti irregolari in Italia: tra espressione, terapie e strategie espositive
Tavola rotonda con Giorgio Antonucci, Giorgio Bedoni, Piergiorgio Curti, Stefano Ferrari, Stefania Guerra Lisi, Maurizio Giuffredi, Gianfranco Maraniello, Bianca Tosatti.

Intanto, su SL, appuntamenti paralleli e altrettanto interessanti, meglio descritti nei post di fabio (interessante anche la discussione) e di ginevra.

coming soon…

la meme-catena

Mi tocca! Rispondo volentieri alla sollecitazione di Laura e accetto la meme-catena. Mi sembra una bella occasione per un po’ di archeologia in casa propria!

Cosa ti ha spinto a creare un blog?
Per curiosità. Per sperimentare una forma della comunicazione che al momento osservavo per motivi di ricerca. Per avere la possibilità di archiviare pensieri e soprattutto di mettere a fuoco in modo diverso alcune tematiche. Perché avevo tempo.
Una cosa è certa: quanto ho iniziato, non sapevo a che cosa sarei andata incontro, sia in termini di impegno (anche emotivo) che in termini di risultati (ho conosciuto persone, nella blogosfera e non solo, sono stata al fem-camp, seguo storie che mai mi avrebbero toccato al di fuori della blogosfera ecc.).

Il tuo primo post?
Mi sembrava molto strano aprire un blog e così nel mio primo post ho cercato di giustificare l’esistenza di questo mio nuovo spazio, che allora era su blogspot. Eccolo qui (traslocato).

Il post di cui ti vergogni di più?
Non saprei… forse quelli più personali, quelli scritti di getto. Forse questo, oppure questo. Molti non mi piacciono, perché sono troppo lunghi o noiosi, anche se in realtà hanno generato interessanti discussioni (come questo).

Il post di cui sei più fiero?
Non saprei Mi sono divertita a scrivere dell’immaginario relativo alla gravidanza, alla maternità, ai feti: il corpo (soprattutto quello femminile) e la riproduzione sono temi che sento particolarmente vicini. Mi piacciono in generale tutti i post in cui ho preso posizioni politiche: contro il mercato o alcune dinamiche della società, contro una certa morale cattolica.
Ma dovendo scegliere, forse dico questo post, che parla di donne, di prese di posizioni, di memoria storica, di corpi e libertà e che si apre con la foto di Marianna!

Rilancio alle poche persone del mio blogroll non ancora investite dalla meme-catena: deffe e D.

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