Archivio per la categoria 'personal'

toc toc

il mare e la luna

Mi affaccio da turista al mio blog!
E mi sembra ormai doveroso pormi una semplice domanda: bloggo o non bloggo?
Rileggo vecchi post e riaffiorano alla mia memoria vaghi ricordi di pensieri, riflessioni, sensazioni, esperienze…

Che farò di tutto questo materiale?
Continuerò ad alimentarlo?
Considerando gli ultimi mesi… beh, la vedo dura ;-)
E allora, lascerò tutto ciò in preda alla rete e disponibile alla rilettura? O spazzerò via i miei pensieri con un click?
Eppure mi dispiace abbandonare… proprio ora che i blog stanno passando di moda…

Ci penserò… fra qualche mese la risposta ;-)

Giuliano Piazzi

Nell’ultimo mese le chiavi di ricerca più utilizzate per raggiungere il mio blog sono queste: “olocausto”, “spazzatura”, “etica e morale”, “feti”, “giuliano piazzi”.

Alcune mi sembrano strane e mi fanno capire che, probabilmente, chi incappa per caso nel mio blog se ne va in fretta.
Altre sono pertinenti.
Una mi rende particolarmente felice. “giuliano piazzi“, naturalmente.

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Per la stima che provo per lui. Perché gli sono riconoscente, per il suo lavoro e la sua sensibilità non cela mai nelle sue parole, nei suoi libri.

Vorrei che sapesse di essere tanto ricercato, sul web e probabilmente non solo.
Non vedo l’ora di incontrarlo una mattina presto al suo bar per dirglielo. Ma se qualcuno lo incontrasse prima di me e lo volesse informare, mi farebbe molto piacere! ;-)

Niklas Luhmann

Me lo ha ricordato Giorgio.
Esattamente 10 anni fa, a Bielefeld, moriva Niklas Luhmann.
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Mi sono avvicinata alle sue opere quanto studiavo all’Università. Il suo pensiero mi sembrava quasi inafferrabile. La sua scrittura ostica. Eppure, mentre leggevo i suoi libri, capivo che mi trovavo di fronte a qualcosa di diverso da tutto il resto. Qualcosa di grande.
Ho impiegato molto tempo per comprendere a fondo il suo pensiero e ancora oggi, dopo più di 10 anni, sento che c’è sempre qualcosa che mi sfugge, qualcosa da approfondire, qualcosa che potrebbe lasciarmi di nuovo stupita.

Con il tempo, ho avuto modo di apprezzare il suo rigore, la sua lucidità, ma soprattutto la sua onestà intellettuale. La sua visione laica. Qualcuno direbbe cinica. Io dico semplicemente realistica.

Quando ho aperto questo blog, l’ho inaugurato con una delle sue frasi, ripresa poi in qualche post successivo.

Oggi, per ricordarlo, ne riporto un’altra. Non perché sia più significativa di tante altre, ma semplicemente perché ha contribuito mettere insieme pezzi fondamentali del mio breve percorso teorico.

Then, we will see a society without top and without centre; a society that evolves but cannot control itself. And then, the calamity is no longer exploitation and suppression but neglect. This society makes very specific distinctions with respect to its environment, e.g. usable and not usable resources with respect to ecological questions or (excluded) bodies and (included) persons with respect to human individuals.
Today, the problem is much worse than before. We may continue with our habits and resort to moral claims that are as justified as ever. But who will hear these complaints and who can react to them, if the society is not in control of itself?

(Globalization or World Society? How to conceive of modern society, International Review of Sociology March 1997, Vol. 7 Issue 1, p. 67).

Una lettura efficacissima del nostro tempo, attraverso il paradigma dell’indifferenza…

Già. Lo ricordo oggi perché Niklas Luhmann ha cambiato la mia visione del modo, e di conseguenza la mia vita. Perché teoria e vita, in fondo, corrono sullo stesso binario.

bene di lusso n. 2

Ci sono momenti in cui ho proprio bisogno di sparire dall’universo della comunicazione. Momenti in cui la sola idea di scrivere mi butta addosso un’ingestibile pigrizia.

Momenti in cui faccio tutt’altro – il lavoro (pur sempre nel campo della comunicazione), qualche fortunato spostamento, la ristrutturazione di una casa (con tutto l’impegno emotivo che operazioni del genere comportano), e una piccola bambina che quando sei stanca e vorresti stare un’ora nella doccia o semplicemente saltare la cena, ti ricorda che … no, non si può fare… e la pappa, la pipì o il polipo con lo specchio sulla pancia che al momento non si trova sono più importanti delle borse che crollano o dell’andamento politico-sociale del nostro paese; figuriamoci di un blog, che, talvolta, con gli occhi di mia figlia, mi si svela in tutta la sua impotenza.

Già, in questi mesi ho fatto tutt’altro, seguendo uno stato d’animo altalenante.
Indecisa se assecondare i miei desideri più incoscienti o seguire con prudenza l’andamento delle borse, del mercato del lavoro, lo stato dell’istruzione e della ricerca in Italia, il mancato rispetto dei protocolli di Kyoto e chi più ne ha più ne metta, e trarne le dovute conseguenze.

Naturalmente l’incoscienza è sempre più divertente…
E così, eccomi qua… in attesa del mio secondo bambino.

Quando sono rimasta incinta la prima volta pensavo che in fondo mi stavo concedendo un enorme bene di lusso. E ancora non potevo immaginare quanto avrei pagato cara la mia scelta.

In realtà io di beni di lusso ne desideravo almeno due. Solo che non sapevo se mai mi sarei potuta permettere il secondo…

…e invece a maggio nascerà. Se andrà tutto bene, sarà Toro, come me.

 

P.S. e naturalmente non è solo una questione di incoscienza.

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