Come ci si poteva aspettare, i commenti e le prese di posizione laiche rispetto alle decisione del governo britannico di appoggiare la ricerca sugli embrioni chimera (ibrido uomo-animale), tardano a farsi sentire. Come ipotizzavo nel precedente post su questo argomento, le questioni in campo sono troppo problematiche. A dire il vero la stessa notizia non ha avuto una grande risonanza. È passata sui Tg e sui quotidiani, ma non è andata oltre il mero resoconto dei fatti o delle specifiche tecniche. Per i commenti sembra dunque ancora presto.
Secondo quanto riporta il notiziario di Cellule staminali, edito dall’ADUC – Associazione per i diritti degli Utenti e Consumatori, in Italia si sono alzati alcuni pareri contrari alla decisione del governo britannico da parte di esponenti politici dell’ala centro-destra in primo luogo, ma anche da parte di scienziati genetisti come Bruno Dallapiccola. Si riporta anche un parere decisamente favorevole, espresso dallo scienziato Giuseppe Novelli, professore di Genetica all’Università Tor Vergata di Roma e all’Università dell’Arkansas. Le sue ragioni sono queste:
La creazione di embrioni “misti” è una buona soluzione per avere a disposizione staminali embrionali da studiare, senza sollevare fondate obiezioni etiche. Bene hanno fatto i britannici a decidere in questo senso difendendo gli interessi scientifici prima di tutto, e poi anche economici e politici. Non esistono infatti contraddizioni con i limiti decisi a livello internazionale.
La sua argomentazione, tuttavia, a me pare problematica e non risolutrice. Capisco la coerenza con le linee guida internazionali per gli esperimenti sulle staminali. Quello che non capisco è perché mai la manipolazione di embrioni misti non dovrebbe sollevare fondate questioni etiche. Gli embrioni misti, non essendo esclusivamente umani (lo sono solo al 99,9%), non hanno un’anima né una dignità (tanto per estremizzare)? Ma allora non facciamo altro che ribadire e rafforzare le vecchie categorie!
A me pare che anche l’argomentazione di Novelli non prenda nemmeno in considerazione l’idea di problematizzare le classiche distinzioni sulle quali si fondano i meccanismi di costruzione dell’identità umana – quelle stesse definizioni che ci tengono ancorati a una cultura umanistica che oggi sembra quanto mai in crisi (una crisi, però che non si vuole vedere né indagare).
Insomma, si tratta di una posizione ancora conservatrice.



ciao, mi chiamo giacomo, ho studiato lingue orientali… piacere di conoscerti!
Ho scoperto il tuo blog per caso e mi ha interessato l’argomento… per ora ho letto solo il primo post, spero a breve di colmare le mie lacune… prima però volevo farti una domanda:
ma qual’è la differenza tra etica e morale? Io ho sempre usato i tuo termini come fossero sinonimi e mi ha incuriosito proprio il fatto che a quanto pare invece andrebbero intesi come due “cose” ben distinte…
Ciao giacomo,la tua domanda non è di certo semplice. E nemmeno la risposta può esserelo. La morale sarebbe un insieme di valori che fissano ciò che è bene e ciò che è male all’interno di una specifica cultura di riferimento, dunque ciò che può essere considerato lecito e ciò che invece andrebbe sanzionato in accordo con un sistema di valori prefissato (ad esempio dalla religione o dal pensiero laico o da una certa ideologia e così cia). L’etica invece sarebbe una riflessione su ciò che è bene e su ciò che è male, quindi su ciò che dovrebbe fissare le regole morali. Niklas Luhmann dice che l’etica è un’autodescrizione della morale: in parole più semplici, una sorta di formalizzazione della morale all’interno di una cultura. In questo senso l’etica ha per oggetto la morale e la morale prende forma in riferimento ad un’etica (etica cattolica, laica, pacifista ecc.). Spero di essere stata chiara. E considera comunque che questa non è l’unica risposta possibile…
“La morale sarebbe un insieme di valori che fissano ciò che è bene e ciò che è male”
“L’etica invece sarebbe una riflessione su ciò che è bene e su ciò che è male”
ehm, ammetto di faticare ancora a c omprendere la differenza. Abbi pazienza… cerchi di dire che l’etica è una sorta di metalinguaggio della morale?
Ancora più difficile per me però è capire quale utilità abbia la distinzione tra le due voci… forse formalizzando un’etica dalla morale si può tentare di uscire dai confini di una cultura di riferimento tentando una morale universale?
Altra domanda, cosa distingue tra morale ed etica in riferimento alla singola persona, intendo dire per me, come individuo, cosa mi consent di distinguere se sto prendendo una decisione in base ad una mcerta morale, o ad una certa etica… o forse dovrei dire cosa mi consente di distinguere tra una scelta operata in base ad una regola morale o ad una rilessione etica… che detta così è una domanda che contine forse già un parte di risposta…
uhm… sei arrivato al cuore delle questioni che mi affligono da un po’ di tempo… cercherò di risponderti nel prossimo post “Etica e morale”.
Ciao a tutti! Mi chiamo Viviana, mi piace molto questo vostro spazio dedicato e questo tipo di idee.. a tale proposito ho scritto un messaggio nel mio blog “multiforme” che tratta vari argomenti e vari generi.. ho inserito un’immagine significativa che spero faccia ragionare,pensare ed anche meditare su come è diventato ora il mondo.. mi farebbe davvero piacere se veniste a farmi visita e mi lasciaste qualche commento, magari proprio sul nuovo messaggio inserito.. l’indirizzo è http://blog.libero.it/alternativi e l’url del messaggio inerente all’img http://blog.libero.it/alternativi/2681431.html aspetto vostri commenti sul blog, un bacio, Viviana Pozzo